MANCANZA DI TRASPARENZA POVERTÀ ZERO RICERCA E SVILUPPO PREZZI ELEVATI FARMACI INADEGUATI MONOPOLI E BREVETTI

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L’accesso alle cure per tutti non è fantascienza. Aiutaci ad abbattere gli ostacoli che impediscono alle persone di ricevere le cure di cui hanno bisogno.

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LA CAMPAGNA PER L’ACCESSO AI FARMACI

Nel 1999, abbiamo lanciato la Campagna per l’Accesso ai Farmaci Essenziali per abbattere le barriere politiche, economiche e legali che impedivano alle persone di avere accesso alle cure. Venti anni dopo, nonostante alcuni importanti risultati raggiunti, siamo ancora costretti a guardare i nostri pazienti morire perché non possono permettersi i trattamenti che potrebbero salvare loro la vita.

Perché i farmaci non sono accessibili a tutti?

Perché il sistema di ricerca e sviluppo non investe su farmaci destinati a curare malattie presenti principalmente nei Paesi poveri dove persone e governi non possono pagarne il prezzo. Spesso i farmaci esistono ma sono inadeguati e causano gravi effetti collaterali. Manca una volontà politica chiara e forte che si impegni a finanziare la ricerca su trattamenti innovativi che curino patologie e malattie che colpiscono i paesi poveri.

Perché i prezzi sono alti. L’attuale sistema dei brevetti sui farmaci non fa che estendere i monopoli delle aziende farmaceutiche e impedire la libera concorrenza e la competitività sul mercato. Le aziende farmaceutiche, inoltre, mancano di trasparenza sul prezzo di ricerca e produzione dei farmaci. 

Perché i profitti vengono prima delle persone. Le aziende farmaceutiche interrompono la produzione quando si tratta di farmaci che riguardano popolazioni e paesi che non rappresentano un mercato redditizio. 

Eppure l’accesso alle cure non è fantascienza, ma un diritto universale. È ora di abbattere gli ostacoli. È ora di cambiare. Insieme. 

SPAZIO ALLE CURE: le nostre richieste

01
Basta falsi miti sui prezzi elevati:
oggi i prezzi elevati sono un ostacolo per i pazienti di tutto il mondo: nei Paesi sviluppati si lotta per la riduzione dei prezzi dei farmaci oncologici, per l’epatite C e per le malattie rare, nei Paesi in via di sviluppo per ottenere a prezzi più bassi i farmaci per malattie infettive e croniche, vaccini e antibiotici. Il costo elevato dei farmaci non è unicamente determinato dai costi di ricerca, sviluppo e produzione così come sostenuto dalle imprese farmaceutiche. Questi costi rappresentano solo una piccola parte del prezzo finale pagato dai Governi e dai pazienti. Serve trasparenza sui costi effettivi di ricerca e sviluppo, sugli investimenti e i sussidi del settore pubblico, sui costi di marketing, sui dati degli studi clinici e sui diritti di proprietà intellettuale.
02
Interrompere l'abuso di brevetti:
il rilascio di nuovi brevetti su farmaci che non presentino effettive innovazioni terapeutiche dovrebbe essere impedito. Il moltiplicarsi di brevetti su un prodotto farmaceutico non fa che estendere i monopoli delle aziende farmaceutiche e ritardare la produzione e l’introduzione sul mercato di versioni generiche e/o equivalenti più economiche.
03
Incoraggiare e proteggere i paesi che agiscono per migliorare l'accesso ai farmaci:
i paesi che vogliono esercitare il loro diritto legale per avere accesso a farmaci a prezzi accessibili - tra cui India, Thailandia, Brasile, Colombia, Malesia e altri - devono essere autorizzati a produrre o a ottenere versioni economiche di farmaci e vaccini salvavita, senza essere vittime di pressioni da parte di aziende farmaceutiche o altri paesi.
04
Ricerca e sviluppo devono essere una responsabilità collettiva:
l'innovazione medica deve essere promossa come un "contratto sociale" aperto e collettivo tra il settore pubblico e privato, basato sui bisogni di salute delle persone - non sul potenziale profitto - in cui le conoscenze e i nuovi trattamenti siano condivisi e non privatizzati.
05
Cambiamento, non beneficenza:
le decisioni sull’accessibilità e la disponibilità per le persone che hanno bisogno di farmaci salvavita, vaccini o strumenti diagnostici non dovrebbero essere demandate alle case farmaceutiche o ad accordi commerciali. L'accesso alla salute e ai farmaci, è una questione di giustizia, non di beneficenza.

LE NOSTRE SFIDE SUL CAMPO

Tubercolosi: esiste un farmaco salvavita

La Tubercolosi (TB) è la malattia infettiva più letale al mondo. Si stima che 1,7 milioni di persone al mondo siano morte di TB nel 2016. Nonostante sia una malattia curabile, il percorso di cura della TB è pieno di ostacoli sia per i pazienti sia per gli operatori che forniscono il trattamento.

Milioni di pazienti nel mondo che soffrono di Tubercolosi resistente o multiresistente ai farmaci, forme particolarmente gravi della malattia, vivono nell’incubo di cure lunghissime e pericolose legate ai vecchi farmaci: fino a 20 pillole al giorno – 14.600 in due anni, dolorose iniezioni quotidiane, effetti collaterali come psicosi, nausea persistente, sordità e persino la morte.

Esiste un farmaco, la bedaquilina, che potrebbe aiutarli ma il prezzo troppo elevato lo rende inaccessibile in molti paesi del mondo. Che senso ha l’esistenza di un farmaco se le persone che ne hanno bisogno non possono permetterselo?

Chiediamo alla casa farmaceutica produttrice- Johnson&Johnson- di abbassare il prezzo della bedaquilina a 1$ al giorno.

Unisci la tua voce alla nostra. Firma la petizione>>

HIV/AIDS: la battaglia non è ancora vinta

All’inizio degli anni 2000, la nostra Campagna per l’Accesso ai Farmaci ha sostenuto la lotta per ridurre il prezzo dei farmaci antiretrovirali (ARV) utilizzati nella cura delle persone affette da HIV/AIDS. Abbiamo collaborato con la società civile per superare i monopoli delle aziende farmaceutiche e promuovere la produzione e la concorrenza di farmaci generici. Il prezzo dei farmaci ARV è così diminuito del 99% nel decennio successivo, arrivando a costare circa 1 dollaro al giorno e consentendo la cura per oltre 22 milioni di persone.

Tuttavia, il numero di morti per patologie legate all’AIDS nel 2018 (770.000) si è ridotto di poco rispetto agli anni precedenti (800.000 nel 2017 e 840.000 nel 2016). Gli stati membri dell’ONU hanno concordato il raggiungimento degli obiettivi “90-90-90, ovvero che il 90% delle persone affette da HIV sia a conoscenza del proprio stato, che il 90% delle persone diagnosticate riceva il trattamento antiretrovirale e che nel 90% delle persone sotto trattamento si ottenga la soppressione della carica virale.

È possibile raggiungere questi obiettivi ma non possiamo festeggiare o parlare di successo mentre centinaia di migliaia di persone continuano a morire a causa dell’AIDS perché non hanno accesso alle cure di base o perché vivono in paesi poco considerati dalla ricerca farmaceutica.

Bisogna fare di più per affrontare le infezioni mortali che causano i decessi legati all’AIDS, a partire dalla tubercolosi e dalla meningite. Restano, inoltre, difficoltà significative per alcune specifiche fasce d’età, come i bambini e i più giovani, per i quali non esistono ancora dosaggi e trattamenti specifici. Per saperne di più>>

Polmonite: il killer dei bambini

Nonostante la disponibilità del vaccino pneumococcico coniugato (PCV), la polmonite è il principale killer dei bambini di età inferiore ai cinque anni.

A causa del prezzo proibitivo del PCV, nel 2015 abbiamo lanciato la mobilitazione “Il vaccino giusto, chiedendo alle aziende farmaceutiche produttrici, Pfizer e GlaxoSmithKline (GSK), di ridurre il prezzo del PCV a 5 dollari per bambino per le 3 dosi necessarie

Alla fine del 2016, le aziende hanno concordato una riduzione del prezzo a 9 dollari a bambino per le organizzazioni umanitarie che lavorano in situazioni di crisi. Tuttavia, milioni di bambini, in particolare nei Paesi a medio reddito, hanno ancora difficoltà ad avere accesso al vaccinoLa mobilitazione per chiedere a Pfizer e GSK di abbassarne il prezzo non è finita! Per saperne di più>>

Epatite C: un’emergenza invisibile

Per anni, il trattamento contro l’Epatite C è stato difficile da tollerare e poco efficace. Nel 2013 è emersa una cura che consentiva l’eliminazione del virus nel 97% dei casi. Questo trattamento innovativo ha cambiato la prognosi e la vita di milioni di persone ma a un prezzo esorbitante: 147.000 dollari a persona per un trattamento combinato di tre mesi. 

Abbiamo lavorato, insieme alla società civile in diversi contesti del mondo, per superare i monopoli e ridurre il prezzo di questi farmaci. Nel 2017, MSF ha potuto negoziare l’acquisto del farmaco equivalente prodotto da aziende generiche indiane al prezzo di 120 dollari a persona per un trattamento di 3 mesi, consentendo l’ampliamento della cura nei Paesi dove operiamo (insieme a protocolli di diagnosi e trattamento semplificati).

Tuttavia, in molti Paesi, soprattutto a medio reddito, questo trattamento resta inaccessibile per la maggior parte delle persone che ne hanno bisogno. Per saperne di più>>

Ebola: nuovi trattamenti e vaccini

Con le nostre équipe d’emergenza abbiamo risposto alle diverse epidemie di Ebola fin dagli anni ‘80. In quel periodo, i nostri team si limitavano a isolare i pazienti per impedire la diffusione del virus, somministrare cure di supporto e alleviare la loro sofferenza. Non esistevano cure specifiche per il trattamento del virus Ebola.

Questa mancanza è diventata ancora più evidente quando il virus Ebola ha colpito l’Africa occidentale nel 2014, con una gravità senza precedenti. Oggi sono finalmente disponibili, anche se in fase sperimentale, nuovi trattamenti e un vaccino, ma le dosi a disposizione non sono ancora sufficienti per attuare un’immunizzazione su larga scala e determinare una copertura vaccinale tale da contenere le possibili esplosioni di nuovi focolai epidemici. Per saperne di più>>

Morso del serpente: serve l’antidoto

Ogni anno si registrano circa 5,4 milioni di morsi da serpente di cui 2,7 milioni sono casi di avvelenamento con oltre 100 mila decessi e 400 mila disabilità o deformità permanenti.

L’avvelenamento da morso di serpente colpisce soprattutto le comunità rurali povere ma anche le persone sfollate in fuga da conflitti o violenza. Il morso di serpente è curabile ma la grande maggioranza delle sue vittime non ha accesso a un trattamento efficace. Diverse aziende farmaceutiche hanno interrotto la produzione di antidoti destinati all’Africa, perché non sufficientemente remunerativa.

Abbiamo accolto con favore la recente strategia lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la prevenzione e il controllo dell’avvelenamento da morso di serpente, che contiene l’ambizioso obiettivo di dimezzare il numero di morti e disabilità entro il 2030. Ora, però, servono azioni concrete per aumentare l’accesso ad antidoti sicuri già esistenti sul mercato e per sviluppare nuovi e migliori farmaci contro l’avvelenamento da morso di serpente. Per saperne di più>>

GUARDA CHE CURA: LE STORIE DEI NOSTRI PAZIENTI

Il lungo viaggio di Phumeza verso la guarigione

Tubercolosi | Sudafrica

La storia di Phumeza è la storia di un viaggio lungo e difficile verso la guarigione dalla tubercolosi. Oggi è impegnata in prima linea per chiedere cure migliori per le tante persone affette da questa malattia.

“Mi chiamo Phumeza Tisile. Nel 2010 mi è stata diagnosticata la Tubercolosi multiresistente ai farmaci…

Il mio percorso verso la guarigione è stato difficile e pieno di eventi dolorosi ma sono sopravvissuta.

Non auguro a nessuno di vivere l’esperienza che ho vissuto io con questa grave forma della malattia. Il trattamento con i famaci, da solo, è un incubo; diventare sordi a causa di un effetto collaterale è devastante.

Molti di quelli che ho chiamato “amici” mentre ero in cura in ospedale non sono sopravvissuti. I farmaci non hanno funzionato o semplicemente loro si sono arresi, perché gli effetti collaterali che provocano 20 pillole al giorno per due anni sono troppo pesanti.

Io ce l’ho fatta, faccio parte di quel 13% di persone che hanno sconfitto questa malattia.

Spero in un cambiamento. Farmaci migliori, con meno effetti collaterali”.

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Nuovi farmaci e una nuova opportunità

Epatite C | Ucraina

Ihor Skalko, 54 anni, ha scoperto di avere l’epatite C nel 2006 ma ha iniziato il trattamento con MSF solo nel 2018.

“Sapevo molte cose sull’epatite C. Soprattutto sapevo dell’alto costo del trattamento e del fatto che non fosse completamente disponibile in Ucraina. In un primo momento ho partecipato a un programma di cure governativo ma senza successo…

Poi ho conosciuto MSF e il suo programma di cura con nuovi farmaci. Un programma gratuito che non lascia il paziente da solo con le sue pillole ma lo segue con promotori della salute e assistenti sociali.

Personalmente non ho avuto effetti collaterali. Molte persone affette da epatite C dicono che questo nuovo trattamento sia difficile perché è necessario seguire una dieta e sottoporsi a molti test.

Vorrei dire a queste persone, e l’ho fatto quando ne ho avuto la possibilità, che le difficoltà di questo trattamento non sono per niente paragonabili a quelle del precedente con farmaci meno avanzati.

Con le precedenti medicine, per esempio, era necessario un ricovero per il primo mese di trattamento a causa della febbre alta e gravi effetti collaterali.

Oggi sono contento di essere in salute e avere una nuova un’opportunità di vita”.

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La forza di sopravvivere alla tubercolosi resistente ai farmaci

Tubercolosi | India

Bhakti Chavan, 24 anni, è una studentessa di Mumbai, in India. Nel 2017 le è stata diagnosticata una tubercolosi estesamente resistente ai farmaci (XDR-TB) e ha iniziato il trattamento con MSF a Mumbai.

“Ero scioccata. Come potevo aver contratto questa pericolosa forma di tubercolosi?

Il mio medico mi ha detto che dovevo fare iniezioni giornaliere per almeno sei mesi e prendere molte pillole diverse per un massimo di due anni. Mi hanno spiegato gli effetti collaterali dei medicinali, incluso uno che può influenzare il cuore, con rischio di morte improvvisa.

Da agosto 2017 ho iniziato la cura con delamanid, cicloserina, etionamide, clofazimina, moxifloxacina e linezolid e iniezioni giornaliere di capreomicina. Gli effetti collaterali hanno iniziato a comparire presto: vomito, debolezza e neuropatia. Sono stata fortunata ad avere un enorme sostegno dalla mia famiglia.

Oggi sono molto felice di poter guarire, grazie al supporto di MSF. Vorrei che le persone che soffrono di tubercolosi resistente ai farmaci venissero diagnosticate in tempo. Servono nuovi medicinali per i pazienti con questa malattia. Solo così raggiungeremo l’obiettivo di un’India libera dalla TB entro il 2025”.

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NON È FANTASCIENZA. 20 ANNI DI CAMPAGNA

La campagna per l’accesso ai farmaci affronta oggi sfide ancora più grandi che in passato. I temi dell’accessibilità dei farmaci e dell’innovazione in campo sanitario non riguardano più solo i paesi in via di sviluppo ma sono sfide globali. Per questo continuiamo il nostro lavoro di advocacy e, mentre ci prepariamo per i prossimi passi, è importante dare uno sguardo al passato, a cosa abbiamo già raggiunto.

1998

Cresce la frustrazione tra il personale di MSF che opera in contesti di crisi per le persone che continuano a morire a causa di malattie infettive curabili. MSF chiede pubblicamente l’accesso a farmaci salvavita.

1999

MSF viene insignita del Premio Nobel per la pace. Lo stesso anno nasce la Campagna per l’Accesso ai farmaci per abbattere le barriere politiche e legali che impediscono l’accesso ai farmaci nei progetti MSF e non solo.

2000

MSF facilita la riduzione dei prezzi elevati di cinque farmaci chiave usati nel trattamento della tubercolosi resistente ai farmaci. Nello stesso anno, MSF deroga alle norme sull’importazione di farmaci per curare l’HIV/AIDS in Tailandia e supporta la protesta civile in Sudafrica per chiedere l’accesso al trattamento.

2001

MSF lavora congiuntamente all’Organizzazione Mondiale della Sanità per rimettere in produzione i farmaci per curare la malattia del sonno, mortale se non curata. Nello stesso anno viene pubblicato il report “Squilibrio fatale” nel quale sono contenute evidenze importanti sulla crisi della ricerca sulle malattie dimenticate.

2003

La campagna “AGISCI ora” di MSF pensata per favorire un migliore trattamento della malaria induce un sostanziale cambiamento nei protocolli di cura in tutte le aree dell’Africa subsahariana e del mondo che mostravano segni di resistenza ai farmaci a base di clorochina ampiamente usati contro la malaria. Nello stesso anno viene creata da MSF e da alcuni Istituti di ricerca del Nord e del Sud del mondo, la Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi), una no-profit che ha fino a oggi contribuito allo sviluppo di otto nuovi trattamenti dedicati alle malattie tropicali dimenticate.

2005

MSF si schiera con l’India per difendere il diritto dei Paesi in via di sviluppo di proteggere l’accesso a farmaci a basso costo, nell’ambito degli accordi commerciali e della legge sui brevetti per i prodotti farmaceutici.

2006

Per la prima volta, MSF sostiene una battaglia legale contro un brevetto (quello sul farmaco tenofovir utile a curare l’HIV) per aumentare l’accesso a farmaci generici a basso costo.

2007

Per prevenire e curare la malnutrizione, MSF chiede un aumento a livello globale dell’utilizzo di alimenti terapeutici pronti all’uso che contengono sostanze nutritive essenziali per il trattamento di questa malattia.

2010

MSF propone la realizzazione di un Ente di Patent Pooling sui farmaci ovvero di un meccanismo che permette di rendere disponibili brevetti di varie entità (aziende, università, enti di ricerca) per facilitare il rilascio di licenze per la produzione di farmaci generici accessibili per la cura dell’HIV, della TB e dell’Epatite C. Nello stesso anno parte la campagna MSF “Europa! Giù le mani dai nostri farmaci” per rimuovere alcune disposizioni dall’accordo commerciale tra Europa e India che avrebbero impedito l’accesso ai farmaci a costi accessibili.

2013

Un medico MSF e una paziente sopravvissuta alla tubercolosi estesamente resistente scrivono il manifesto contro la tubercolosi “Curami, Salvami” e consegnano i risultati della petizione per una maggiore ricerca sulla TB all’attenzione dell’Assemblea Mondiale della Sanità del 2014.

2014

L’epidemia di Ebola scoppiata in Africa Occidentale stimola la ricerca e sviluppo di nuovi trattamenti e vaccini; MSF supporta studi clinici e continua a fare pressione per avere strumenti di cura accessibili.

2015

Parte la campagna MSF “Il vaccino giusto”. MSF riuscirà a ottenere una riduzione di prezzo per l’utilizzo del vaccino contro la polmonite in contesti di crisi umanitarie, grazie anche al grandissimo numero di firme raccolto e alla mobilitazione della società civile. Ma sono ancora molti i paesi che non possono permettersi il vaccino.

2017

Le opposizioni ad alcuni brevetti e le pressioni sulle case farmaceutiche da parte di MSF e della società civile conducono alla riduzione del prezzo dei farmaci contro l’Epatite C. Questo risultato consentirà a MSF di estendere il trattamento contro l’epatite C in molti suoi progetti.

2018

Il lavoro della Drugs for Neglected Diseases initiative (DNDi) porta a un importante risultato per rispondere a un bisogno medico a lungo ignorato: un nuovo farmaco a somministrazione orale contro la malattia del sonno.

1998
1999
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2005
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2017
2018

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